L'angelo muto.

scritto da Stella Marì
Scritto 6 mesi fa • Pubblicato 6 mesi fa • Revisionato 6 mesi fa
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Autore del testo

Immagine di Stella Marì
Autore del testo Stella Marì
Immagine di Stella Marì
Sull'estremo del campanile della nostra parrocchia si erge un maestoso Angelo posto su di un gigantesco piedistallo, si muove e ruota in base al vento... Di esso io ho scritto, come sempre, tra realtà e fantasia...
- Nota dell'autore Stella Marì

Testo: L'angelo muto.
di Stella Marì

Sull'estremo del campanile
dove tutto pare essere più piccolo, più leggero e sottile
là ... si erge l'immenso angelo muto
là ... vive nel suo estremamente assoluto
il suo essere fatto di ferro...di zinco
e di qualcosa che lo rende realmente finto 
quel finto reale di colore ambrato
che conserva nei secoli quel suo vitale stato
immenso come i tanti piani di un palazzo
ma così minuscolo se visto dal basso.

Le sue infinite ali immobili nel tempo
mosse solamente dai capricci del vento,
il vento che lo fa girare...che lo fa roteare
pare vorrebbe dire qualcosa...parlare
e quella tromba, tra la sua mano e la sua bocca, che non sa suonare
non dice l'angelo muto...perché non sa parlare
non ascolta...perché non può sentire
non guarda...perché non può vedere
ma forse, vorrebbe, se potesse diventare reale
non così grande...non così immenso
perché farebbe paura anche a se stesso
più piccolo...con dimensioni normali
con ali invisibili per  mischiarsi agli  umani 
per vedere e ascoltare...qualcosa
che solo esso crede...in quel suo essere cosa
qualcosa che in realtà non esiste tra gli umani
perché troppo impegnati a voler sembrare normali
quel vivere che sta solo nella sua mente di ferro e di zinco
dove ogni pensiero è realmente finto.

Lassù tra i capricci del vento...e del tempo
dove sono irreali anche felicità e tormento 
l'angelo muto...così vicino al cielo
che potrebbe toccarlo...quell'azzurro velo
così vicino...anche a Dio
che potrebbe vederlo se fosse realtà...come sono io.

Davanti a lui tutto passa e poi scompare
trasportato dal vento in un altro fare
infiniti occhi contiunuano a guardarlo
di fronte...di spalle...di lato continuano a vederlo
perché i capricci del vento continuano a rotearlo
ma esso non passa mai...e mai poi scompare 
sull'estremo del campanile rimane col suo finto reale
col suo corpo immortale di ferro e di zinco
e quel suo cuore che batte nel suo essere finto 
che batte e sussulta al suono delle campane
in quello spazio aperto e infinito dove esso rimane
forse sarà Dio, un giorno, a renderlo umano
dando un tocco al vento con la sua mano
portando ad esso un capriccio del vento più forte e reale
che da quel piedistallo lo farà staccare 
e gli renderà un aspetto umanamente vitale
così che tra gli umani "mortali" si potrà mischiare 
se...e quando sarà... forse al suo stato di ferro e zinco
vorrà poi ritornare...per essere di nuovo realmente finto
per non essere...sentirsi...e come loro fare
troppo spesso ciò che è sbagliato...nel loro mondo reale
ma, finchè Dio non vorrà...intanto esso rimane
muto...sordo...e cieco... senza sete e senza fame
lontano dalle brutalità dell'uomo
lontano dai suoi clamori e dal suo malvagio frastuono
in balia solamente del vento
che del suo passare non teme il tempo.

Là in alto...sull'estremo del campanile
a lasciarsi immaginare...piccolo...leggero e sottile 
a lasciare che miriadi di occhi lo immaginino in volo
e con la fantasia lo trasportino al suolo
mischiando la realtà con l'immaginario
perché un angelo così sulla terra sarebbe davvero necessario.

L'angelo muto. testo di Stella Marì
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